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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Dal sito:
In seguito agli interessanti risultati emersi dal primo workshop tenutosi nello scorso mese di maggio a Grosseto sul tema “Free software, open source e formati aperti nei processi di ricerca archeologica”, si avverte l’esigenza di ripetere anche nel 2007 un incontro aperto a ricercatori, professionisti, studenti, ecc. provenienti da diverse discipline e da tutta Italia per discutere liberamente dei problemi che l’informatica applicata all’archeologia ha iniziato a porre in questi ultimi anni agli operatori del settore e, più in particolare, dei problemi e dei metodi dell’archeologia computazionale.
Com’è emerso dalla prolifica discussione finale della scorsa edizione, infatti, attualmente è sempre più sentita la necessità di compiere un passo avanti nel campo dell’analisi quantitativa e qualitativa dei dati; campo attraverso il quale è possibile superare l'approccio puramente archeografico che talvolta caratterizza il lavoro dell'archeologo, così da giungere ad una vera analisi dei dati basata su elaborazioni scientificamente e storicamente attendibili.
La necessità sopra detta, come precedentemente anticipato, è spinta dalla sempre più crescente informatizzazione del lavoro archeologico e, in tale senso, la diffusione del software libero fornisce un'accellerazione non indifferente e - contemporaneamente - garantisce elevati standard qualitativi e di sviluppo dei metodi di indagine. A fronte di tale spinta, però, il solo uso del software libero non è sufficiente a soddisfare esigenze di una disciplina – quale quella archeologica – che è in rapido movimento verso il mondo digitale, nel quale la condivisione dei dati costituisce un fattore di fondamentale importanza. Oggi più che mai, infatti, si sente la necessità dell’apertura degli archivi, della condivisione dei dati, e dell’esplicazione dei processi di ricerca da cui scaturiscono i risultati pubblicati nelle relazioni più importanti. Iniziative di respiro internazionale quale, ad esempio, quella denominata Science Commons invitano l’intero mondo della ricerca a riflettere sull’importanza di queste tematiche .
Per imprimere una svolta ancor più decisiva nei campi dell’analisi e della pubblicazione dei dati archeologici non basta, dunque, la disponibilità ovvero la libera circolazione del software, ma occorre agire affinché i dati prodotti dal lavoro archeologico siano codificati digitalmente in modo chiaro e comprensibile da tutti, attraverso l’uso di formati aperti e utilizzabili da chiunque. È evidente, infatti, come nello scenario sopra descritto vada garantita anzitutto l’interoperabilità tramite l’adozione di formati standard di libero utilizzo e implementazione e, quando questo si renda necessario, anche attraverso lo sviluppo ex-novo di formati specifici per l’archeologia ma aperti a tutti. La condivisione dei dati pone naturalmente differenti problemi: dai modi attraverso i quali è possibile rendere comune una quantità di informazioni che, nel complesso, appare di difficile gestione, ai formati tramite i quali è necessario veicolare le informazioni, ai problemi legali che la natura dei dati impone.
Il presente documento è, così, un invito indirizzato a tutti quei ricercatori, professionisti, studenti, ecc. che desiderino presentare e discutere lavori e progetti focalizzati sul problema della condivisione dei dati di ricerca e che, in particolare, vogliano evidenziare le problematiche ed punti critici del processo lavorativo sopra descritto.
Il comitato scientifico e gli organizzatori del workshop si augurano di riuscire a suscitare l’interesse dei più diversi professionisti, in modo da fornire un quadro quanto più ampio e completo possibile del tema e delle problematiche sopra esposte. Indipendentemente dalla tematica di fondo, rimangono comunque aperte le porte ad interventi anche più genericamente legati al software libero, che potranno essere valutati in un'eventuale sessione poster da svolgere contemporaneamente all'esposizione degli interventi orali e della discussione scientifica.
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Di Admin (del 08/03/2007 @ 12:56:27, in Eventi, linkato 155 volte)
Dal sito:
CAA 2007 Conference Theme - Layers of Perception
Advanced technological means to illuminate our past reflect the general theme of the conference and one of the most important methods in archaeology: stratigraphical research. This theme is symbolized by one of the most famous bronze statues of the Antikensammlungen Berlin, the so called Praying Boy. He is one of the most prominent objects on display in the Berlin Museum of Classical Antiquities, an original Greek bronze statue dating from around 300 B.C. Found around the year 1503 on the Greek island of Rhodes and subsequently passed through several private collections in Venice and other cities in northern Italy, France, England and Austria, including those of King Charles I of England and Nicolas Foucquet, Minister of French King Louis XIV, the bronze was bought by the Prussian King Frederic II in 1747. It received its name from the gesture of the arms raised as if the young man were praying to the gods; however, the arms are 17th-century integrations which most probably do not correspond to the original design. The sculpture, which was considered the 'most beautiful bronze of ancient times' by many scholars of 18th century Europe, might have been part of a group composition.
This work of art has become a symbol of the Altes Museum on the Museum Island of Berlin as the Pergamon altar is for the Pergamon Museum. The sculpture has been the object of current archaeological and scientific research of various types. The study of the technique of bronze founding, including computer tomography of the statue, chemical analysis of metal samples, archaeometrical analysis of the casting core and even the creation of a modern copy with ancient methods as an act of experimental archaeology, has yielded much information both on the ancient time and place of production as well as on modern restoration processes. Additionally, research in archives, libraries and photo collections has shed light on the various layers of reception of the artwork in different contexts of modern European culture from the 16th century up to the present. Thus, it is the ideal symbol for the 2007 CAA motto: "Layers of Perception".
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Di Admin (del 08/03/2007 @ 12:52:32, in Informatizzazione, linkato 142 volte)
Dal sito:
Archaeologists use computers everyday, and often it would not be possible to achieve most of the results in research without automation tools as computers are. Technologies like GIS and databases are routinely used in both survey and excavation, as they make it possible to manage current amounts of archaeological data. Spatial and quantitative data analysis are now possible within this same framework thanks to the integration between different pieces of software.
Moreover, in the field of cultural heritage preservation and management, an increasing importance is that of 3D applications and virtual reality for public education and entertainment. The WWW is playing a major role in rethinking public access to museum resources, introducing concepts like the virtual museum. But, from a scientific point of view, a world global network also arises problems of open access to data and literature: in one word information. This information has necessarily to be open in the sense it should be freely available and exploitable.
IOSA is a project carried on by grupporicerche, to promote and discover the use of open source software and open stardards in archaeological research. There's a growing focus on data sharing as a major issue that involves every field from pure research to computing and legal concerns.
The IOSA project has been presented at recent scientific meetings. It is part of an unformal network distributed all across Europe , summing up the efforts of archeologists and other people from the IT and Computer Science fields.
Users are encouraged to join the international mailing list and give their contribution to the on-going discussion. IOSA.it is open to all who are interested in open and free archaeology.
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Di Admin (del 08/03/2007 @ 12:50:51, in Risorse on-line, linkato 137 volte)
Sul sito web della S.A.P. società archeologica s.r.l. è possibile trovare un nutrito catalogo di pubblicazioni edite dalla loro casa editrice. Molte delle pubblicazioni sono consultabili in formato pdf.
Dal sito: “L'attività editoriale della Società Archeologica, iniziata 10 anni orsono, si è sviluppata su più iniziative editoriali; la nostra collana principale “Documenti di Archeologia”, ormai giunta a più di 40 volumi, improntata su una filosofia di bassi costi e print on demand, ha permesso la pubblicazione di dati ed esperienze archeologiche altrimenti votati al silenzio.
“Manuali per l'archeologia”, “Itinerari Gardesani” e varie monografie (sempre rigorosamente a carattere archeologico) completano il panorama editoriale, descrivendo quindi una produzione di nicchia e specialistica, ma allo stesso tempo con diffusione internazionale.
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Di Admin (del 08/03/2007 @ 12:45:56, in Informatizzazione, linkato 404 volte)
Il progetto PyArchInit é nato per caso nel 2005 mentre provavo a cercare di capire cosa fosse questo rettile per programmare chiamato Python. Mi sono avvicinato al magico mondo dello sviluppo di un'applicazione per l'archeologia senza sapere dove stavo per andare a finire. I termini tecnici sono aumentati in maniera esponenziale e io che sono pigro, non riuscivo a cavarci le zampe. Ho raccolto una marea di link, che rimandavano ad altri link, e alla fine ritornavo al sito di partenza.
Ho deciso così che era ora di dare un'ordine agli appunti che avevo preso e che mi avevano aiutato a capire un pochino cosa stavo studiando. E' nato così "PyArchInit on Webbs", che si basa sul motto "meglio una cosa fatta male di una cosa non fatta".
Non so se piacerà agli esperti della programmazione un sito così, ma spero che venga apprezzato da chi vuole iniziare ad usare strumenti informatici potenti per la ricerca archeologica (e non) senza doversi tramutare in uno smanettone N.E.R.D. che parla per acronimi e termini in inglese incomprensibili.
L'obiettivo é quello di spiegare gli strumenti di Python per implementare un'applicazione facendo un iter non canonico, approssimativo, scarso nella documentazione e che possa arrivare a qualcosa. Una cosa fatta male, rispetto ad una cosa non fatta, porta inevitabilmente ad una polemica e poi ad un dibattito che migliora lo stato di partenza.
Buon divertimento a tutti.
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