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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Dal sito:
Presso l'Università degli Studi di Padova – Dipartimento di Archeologia si terrà il III Workshop Open Source, Free Software e Open Format nei processi di ricerca archeologica. In continuità con le edizioni precedenti (Grosseto 2006 , Genova 2007), l'evento di portata nazionale si svolgerà nelle due giornate dell'8 e 9 maggio 2008 a Padova. La natura e le finalità del workshop – più ampiamente descritte nel documento di presentazione – possono sintetizzarsi nei seguenti punti:
- confronto tra diverse esperienze pratiche circa l'utilizzo del software open source nella disciplina archeologica e riflessione sull'opportunità e sui vantaggi dell'uso di tali applicativi in archeologia;
- necessità dell'utilizzo di linguaggi e formati aperti per la comunicazione e lo scambio del dato archeologico;
- problematiche legislative e culturali relative alla libera circolazione dei dati;
- vantaggi del software e della filosofia open source nell'ambito della didattica e della ricerca universitaria.
Per maggiori informazioni:
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Di Admin (del 21/12/2007 @ 17:28:44, in Eventi, linkato 263 volte)

dal sito:


Sabato 22 Dicembre 2007 
Inaugurazione e apertura Museo di Nonantola Ore 11.00
Sala Cinema Teatro “Massimo Troisi”
Viale Rimembranze, 8 - Nonantola

Da anni l’Amministrazione Comunale di Nonantola è fortemente impegnata nel sostenere restauro, conservazione, scoperta e conoscenza del patrimonio storico artistico del paese. Il progetto del “Museo di Nonantola” rappresenta, in parte, la sintesi di questo intento e del programma fin qui svolto.

Attraverso un percorso rigorosamente radicato in documenti, manoscritti e reperti il Progetto del “Museo di Nonantola” intende fornire, in particolare, un percorso che ricostruisca la vita della comunità civile nonantolana come autonomo soggetto di organizzazione e amministrazione e il progressivo dispiegarsi dell’uomo nell’ambiente.

Si tratta di un progetto culturale che vuole consentire differenti approcci e diversi livelli di interpretazione e di approfondimento dei temi presentati e fornire una chiave di lettura e di interesse per tutti. Il museo di Nonantola è realizzato grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, della Regione Emilia Romagna e della Provincia di Modena.

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Di Admin (del 09/12/2007 @ 13:01:40, in Archeologia Medievale, linkato 393 volte)

Dal sito www.paleopatologia..it

La paleopatologia è la scienza che studia le malattie di un passato più o meno remoto attraverso l'esame diretto dei resti umani antichi, scheletrici o mummificati. Solo in questi ultimi anni essa ha assunto la configurazione di disciplina autonoma, basata sui metodi dell'anatomia patologica ma con apporti notevoli della antropologia e della archeologia. Essa si differenzia nettamente dalla storia della medicina, che studia invece l'evoluzione del pensiero medico basandosi esclusivamente su fonti storico letterarie. La paleopatologia si avvale anche di queste fonti, considerandole però un semplice ausilio all’interpretazione dei quadri patologici, rilevati sempre direttamente.

Lo studio della paleopatologia riveste un duplice interesse: antropologico e medico. Antropologico perché essendo la patologia di qualsiasi società umana, dalla più semplice alla più complessa, espressione dell'interazione fra l’ambiente naturale e l'ambiente culturale in cui la società si trova immersa, può offrire importanti elementi per la comprensione della società stessa.

Medico in quanto la sicura determinazione paleopatologica dell'epoca di insorgenza e delle modalità di evoluzione di alcune importanti malattie, come la tubercolosi, l'arteriosclerosi o il cancro, non può che suscitare un altissimo interesse nel campo della medicina. Attualmente, facendo astrazione dai materiali indagati, i metodi di studio della paleopatologia riflettono quelli dell'anatomia patologica più moderna e comprendono esame macroscopico, istologia, istochimica, immunoistochomica, microscopia elettronica e biologia molecolare.

Il portale si propone anzitutto come strumento di divulgazione verso il vasto pubblico di internet, ma anche e soprattutto come canale per uno scambio di idee, di risultati e di proposte da e verso omologhi enti e università, italiani e stranieri.

Per i meno esperti, sono attive sezioni ricche di immagini e articoli, che illustrano, categoria per categoria, i passi in avanti fatti dalla nostra equipe ma anche da altri istituti e studiosi di paleopatologia a livello internazionale.

Per gli studenti universitari, i docenti e chiunque abbia familiarità con la materia, il sito contiene abstracts, tabelle di dati e dettagliati resoconto degli scavi e dei progetti di laboratorio portati avanti. Infine sono presenti dispense e materiale didattico da scaricare nella sezione download.

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dal sito:

Convegno “Riccardo Francovich e i grandi temi del dibattito europeo. Archeologia, storia, tutela, valorizzazione, innovazione”

SIENA, SANTA MARIA DELLA SCALA – SALA DEL PELLEGRINAIO
15-16-17 NOVEMBRE 2007

Università degli Studi di Siena
Dip. di Archeologia e Storia delle Arti – Area di Archeologia Medievale
Scuola di Dottorato di ricerca “Riccardo Francovich: Storia e Archeologia del Medioevo, Istituzioni e Archivi”

in collaborazione con
Complesso Museale Santa Maria della Scala di Siena

con il patrocinio del
Comune di Siena

Per informazioni e programma del convegno:

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Di Admin (del 14/10/2007 @ 14:32:38, in Eventi, linkato 414 volte)

Il 12 ottobre, a conclusione dei lavori di restauro, si è tenuta una giornata di studi organizzata dalla Soprintendenza per i Beni architettonici della Provincia autonoma di Trento in collaborazione con il Museo di Riva del Garda. Il convegno, a cui parteciperanno studiosi di diversa formazione, si è svolto nel comprensoriale C9 di Riva del Garda; si è trattato di un'occasione importante per far luce da un lato sulle vicende che portarono Venezia nel 1507 alla costruzione del fortilizio rivano, dall'altro per comprendere le scelte operative che hanno presieduto la campagna di restauro.

L'?iniziativa, ha cercato di portare al di fuori del circuito degli specialisti le vicende che spinsero la Repubblica veneta a costruire, a Riva del Garda, un insolito esempio di architettura fortificata. Scelte rimaste a lungo sconosciute, data la particolare lacunosità della documentazione locale, ed effetto della politica veneziana di controllo diretto sulle operazioni di predisposizione dei propri apparati difensivi.

A Riva, come a Rovereto, si rivolse l'attenzione dovuta ad un territorio di confine in un momento percepito come di particolare pericolo per l?integrità del dominio veneziano di terraferma. E mentre nella città della quercia gli interventi si concentrarono sul rafforzamento del castello, fortificato in più tempi con torrioni a sviluppo circolare e con un modernissimo sperone poligonale, a Riva sorse, invece, una singolare fortezza a sviluppo circolare, costruita ex novo sulle pendici della montagna sovrastante la città benacense.

Il convegno ha posto in luce la contestualizzazione di questi due episodi fortificatori trentini (Riva e Rovereto), oltre a fornire ulteriori approfondimenti sull'intervento di restauro conservativo appena concluso e realizzato secondo le più attente metodologie di approccio.

L'apertura del convegno è stata affidata all'intervento di Ennio Concina, docente dell'Università Ca' Foscari di Venezia e massimo studioso della Repubblica Veneta, il quale ha minuziosamente illustrato le vicende del Bastione di Riva del Garda nella più generale politica operata da Venezia in tutto il suo esteso dominio sul Mediterraneo; successivamente Judith Boschi, collaboratrice del Museo di Riva, ha puntato l'attenzione sulla conflittualità che ha caratterizzato nei secoli le comunità di Riva e Pranzo per il possesso e l?utilizzo del Monte Englo, luogo strategico di controllo sulle vie di comunicazione, non a caso scelto per l?edificazione del complesso fortificato. Alberto Miorandi, del Museo Storico italiano della Guerra di Rovereto, ha invece concentrato il suo intervento sull?importante evoluzione dell'artiglieria fra il XV e il XVI secolo, così determinante nelle scelte architettoniche in campo militare; infine Giorgio Michelotti, architetto, ha permesso di comparare i dati del Bastione rivano con la più ampia documentazione relativa alla costruzione del castello di Rovereto.

Nella seconda parte della giornata di studi, Cinzia D'Agostino, della Soprintendenza, ha illustrato le scelte che hanno portato ad intervenire nel restauro architettonico, attraverso il ricorso ad un ricco lavoro di indagine volto a conoscere e valorizzare materiali e processi di lavorazione originari. L'architetto Giorgia Gentilini ha descritto la lettura stratigrafica degli alzati che ha restituito dati significativi sulle fasi costruttive dell'?edificio, anche sulla scorta della ampia documentazione relativa alle fortificazioni medievali e moderne del Trentino; l'architetto Claudio Salizzoni, incaricato della direzione lavori per il Bastione, ha discorso dall'?interno le diverse fasi del cantiere di restauro; La giornata si è poi conclusa con la proiezione del video-documentario realizzato dal Dott. Luciano Pugliese con tecniche di virtual reality concentrando le analisi svolte dai singoli specialisti coinvolti, in un filmato di cui due stralci sono riportati in testa ed in coda all'articolo

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